Venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 maggio, al Teatro Coccia di Novara, è andata in scena “La scala di seta – Prima della scala”. Si tratta del secondo titolo del cartellone delle opere 2025 del Teatro Coccia, unito a una nuova commissione in prima esecuzione mondiale.
Aspettavamo da tempo questo spettacolo, per questo siamo fieri di presentarvi finalmente la nostra recensione!

La scala di seta

“La scala di seta” è un’opera lirica in un atto composta da Gioachino Rossini, con libretto di Giuseppe Maria Foppa, nel 1812, appartenente al genere della farsa.
La trama verte sull’amore tra due giovani: Dorvil, segretamente sposato con Giulia, si arrampica ogni notte nella sua stanza usando una scala di seta. Dormont, tutore di Giulia, vuole farla sposare con Blansac, di cui è innamorata Lucilla, cugina della protagonista. Tra intrighi e malintesi (compresi quelli del servitore Germano), alla fine tutto si risolve con l’accettazione del matrimonio segreto, mentre Blansac si consola con Lucilla. La scala di seta non serve più: l’amore trionfa.

 

Prima della scala

Si tratta di un vero e proprio prequel dell’opera, con musica di Federico Gon e libretto di Stefano Valanzuolo. Anche a chi non è riuscito a fare da spettatore, consigliamo vivamente di leggere il libretto.
Confrontarsi con Rossini, ovviamente, è una grande sfida, ma “Prima della scala” ci ha stupito con una storia leggera, divertente e che riteniamo in piena linea con l’opera originale. Abbiamo apprezzato in modo particolare l’ambientazione circense, che si adatta molto bene ai caratteri dei personaggi e ai loro disordini.
L’espediente narrativo con cui si passa all’opera rossiniana è tanto rapido quanto coerente con lo spirito de “La scala di seta”, una trovata che conclude la vicenda con una risata e con grande rispetto per Rossini.

 

Dove siamo, al circo?

La Regia di Deda Cristina Colonna, le Luci di Ivan Pastrovicchio e le Scene e i Costumi di Matteo Capobianco (con Silvia Lumes come Assistente ai Costumi) collaborano alla creazione di un ambiente che passa (letteralmente) dal bianco e nero al circo di colori. I caratteri e i movimenti dei personaggi, e le loro interazioni con gli elementi presenti in scena (primo fra tutti, la scala di seta) ci hanno dato un grande senso di immediatezza: è stato molto semplice “ambientarsi” e affezionarsi.
Sapevamo già che l’Orchestra Filarmonica Italiana ci avrebbe fatto venire i brividi anche questa volta. Al direttore Francesco Pasqualetti vanno i nostri più sentiti applausi.

 

Gli attori di “La scala di seta – Prima della scala”

Il primo attore su cui ci vorremmo soffermare è Paolo Nevi, che ha sostituito Michele Angelini nello spettacolo a cui abbiamo assistito: i suoi Ezio e Dorvil hanno reso perfettamente l’idea di un giovane innamorato, il primo più spavaldo e il secondo più elegante. Anche per chi non se ne intende, è facile riconoscere la difficoltà delle arie eseguite, e la voce tenorile di Nevi ci è sembrata brillante e precisa.

Nei panni di Zabatta e Dormont, Davide Lando ci ha divertito con la sua interpretazione prima di un personaggio autoritario anche se disperato, e poi di un tutore che, anche se “ostacolo” della vicenda, è goffo e ottuso. Oltre a una grande voce, spicca in Lando l’ottima recitazione.

Che dire di Alina Tkachuk nelle parti di Nina e Giulia? Con canto meraviglioso e ruoli predominanti, ha gestito un’enorme fetta dell’azione scenica in entrambi gli spettacoli. Si tratta sicuramente della voce che ho apprezzato di più.

Yo Otahara ci ha regalato due performance tra le più differenti. L’inizio di “Prima della scala” dimostra quanto Otahara sia un’ottima attrice dell’assurdo, mentre in Lucilla spicca una grande capacità vocale, e la capacità di interpretare un personaggio anche totalmente diverso.

Non dimentichiamoci poi dei meravigliosi Silvano e Blansac di Dogukan Ozkan. Una voce calda, potente e profonda, adattissima prima a un vero e proprio antagonista, e poi a un rivale tanto sicuro di sé quanto comicamente inadeguato.

Come ciliegina sulla torta, Emmanuel Franco. L’attore non era presente in “Prima della Scala”, ma questo non gli ha impedito di divorare il palco subito dopo. L’impiccione Germano è senza ombra di dubbio il mio personaggio preferito, e Franco è stato in grado di rappresentarlo al meglio. Applausi più che meritati!

 

Un ottimo secondo titolo

Come sempre, siamo usciti da teatro decisamente soddisfatti. Se non volete perdervi altri spettacoli come questo, vi invitiamo a tenere d’occhio il cartellone 2025 dal sito ufficiale del Teatro Coccia.
Ricordatevi di continuare a seguirci per nuovi contenuti sui prossimi spettacoli teatrali!

Credit foto: Mario Finotti

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