Dentro le mura della Casa Circondariale di Novara è nato un progetto che punta tutto su una risorsa universale: il valore dello sport!
Si chiama “Gioco di Squadra”, e si propone di sviluppare attività sportive all’interno dell’orario trattamentale del penitenziario. Si tratta di un’iniziativa che nasce dall’idea di Fondazione Comunità Novarese, sostenuta da Fondazione De Agostini e portata in campo dagli esperti di Sport Senza Frontiere.

Ma di cosa si tratta nel concreto?

Gioco di Squadra

Il costo totale dell’iniziativa è di circa 54.000 euro, coperto interamente grazie a Fondazione Comunità Novarese attraverso il Bando “Assistenza e Cura” edizione 2025, finanziato con risorse territoriali di Fondazione Cariplo e di Fondazione De Agostini.
Condiviso fin dalla sua ideazione con la Direzione pedagogica della Casa Circondariale, il progetto ha preso il via a novembre 2025. Gli interventi sono organizzati settimanalmente. Gioco di Squadra sviluppa così attività di un’ora e mezza a settimana per ciascun gruppo di 30 detenuti: 10 in palestra e 20 sul campo polivalente all’aperto. Tutto questo con un team di lavoro coordinato da Sport Senza Frontiere, e con la guida della Direzione pedagogica dell’Istituto.

L’attività sportiva sul campo è polivalente: preparazione atletica e tecnica finalizzata a raggiungere e/o migliorare le capacità fisiche, tecniche e collaborative per il gioco del calcio (e/o altro sport di squadra da concordare). Sono in programma anche partite “amichevoli” da organizzare anche con volontari esterni al carcere. Per quel che riguarda l’attività in palestra si tratta di utilizzo degli attrezzi della sala pesi e svolgimento degli esercizi con attrezzi e a corpo libero in maniera adeguata rispetto agli obiettivi dei singoli beneficiari.

Il valore dello sport

Il progetto come detto in precedenza è iniziato a novembre e sta proseguendo in maniera positiva. Si nota una buona capacità organizzativa e una risposta incoraggiante da parte dei beneficiari coinvolti. La fase di avvio ha consentito di strutturare un gruppo di lavoro formato ed efficiente, in grado di operare in modo coordinato all’interno del contesto penitenziario.

L’équipe è composta da un personal trainer certificato e da un laureato in Scienze Motorie. I responsabili tecnici sono affiancati da una figura educativa che partecipa attivamente alle attività. Il quale osserva le dinamiche di gruppo e restituisce elementi di riflessione utili al miglioramento delle proposte.
Inoltre, la presenza di uno psicologo e di un educatore permette di osservare dinamiche individuali e di squadra utili al raggiungimento degli obiettivi. Durante le attività potranno essere inseriti brevi momenti di dialogo e confronto con i detenuti su finalità, obiettivi e valori dello sport.

Il progetto è supervisionato da un coordinatore, che cura i rapporti con la struttura, favorisce la comunicazione tra gli operatori e raccoglie tutte le informazioni. Ma non solo, garantisce anche la flessibilità necessaria ad adattare le attività alle esigenze emergenti. Le attività sportive hanno rappresentato uno spazio riconoscibile e significativo, non solo dal punto di vista fisico ma anche relazionale. Hanno favorito momenti di dialogo, ascolto e partecipazione attiva. La variabilità numerica dei gruppi ha richiesto un costante adattamento delle proposte, che è stato gestito in modo flessibile e funzionale agli obiettivi del progetto.

Radio 6023 fa i complimenti per la splendida iniziativa, riteniamo che sia un progetto importante e speriamo proficuo! E voi, cosa ne pensate?
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