Che cosa significa studiare storia del cinema? Come può essere utile a delle studentesse o a degli studenti di filosofia? Perché storia e critica del cinema?
Mi chiamo Jacopo, sono uno studente di filosofia e sto svolgendo il mio tirocinio curriculare presso 6023. Tra i miei incarichi c’è anche quello di scrivere articoli per il sito e questo sarà il primo di, spero, tanti. Cari lettori e care lettrici, siate clementi.
Le proposte a inizio articolo sono le domande a cui ho intenzione di rispondere, o almeno, di utilizzare come punto di partenza, in questo articolo sul cinema, scritto da uno studente UPO.
In particolare, parlerò del corso del professor Matteo Pollone, che ho frequentato di recente e su cui la mia esperienza di studio del cinema è basata. Ciò non toglie che queste riflessioni siano applicabili anche ad altri insegnamenti, o allo studio in generale della materia, ma il mio mondo è quello UPO e probabilmente anche quello di chi sta leggendo.
Perché non studiare l’arte?
Per iniziare, partirei però da un’altra domanda, perché non studiare cinema? Frase che può essere anche riscritta in: perché non studiare l’arte?
Personalmente, percepisco il cinema come Arte, così come la fotografia, e cos’è un film se non fotografia in movimento?
Anche oggi, con il sonoro e le nuove attrezzature, che si parli di lungo o cortometraggi, di documentari, di serie Tv, tale concetto non cambia, al massimo continua ad evolversi. Quindi cinema non solo inteso come grande opera Hollywoodiana, ma come arte della filmografia.
Nel corso si parla ampliamente della grande industria cinematografica, ma sarebbe riduttivo dire che parla solo di Hollywood.
Storia e critica del cinema non è, propriamente, un corso di filosofia dell’arte. Tuttavia, per dei filosofi o per delle filosofe è comunque una chance. Un’opportunità per pensare, teorizzare, insomma, filosofizzare su quello che viene mostrato in aula. Anche se il corso è di cinema, quindi, penso sia possibile seguirlo con questa “lettura secondaria” in mente.
Discorso sull’utilità
Proprio qui, vorrei iniziare a rispondere alle domande poste a inizio articolo. In particolare, iniziando da: Come può essere utile a degli studenti o a delle studentesse di filosofia?
Innanzitutto, come ho scritto nel paragrafo precedente, può essere un’opportunità per riflettere su uno o più film. Dall’aspetto narrativo, alle inquadrature usate, a come vengono truccati gli attori e le attrici: tutto ciò può essere connesso a temi molto più grandi del film stesso.
Ad esempio, potete collegare il femminismo al cinema, dando esempi e comparando opere specifiche. Oppure, potete mostrare come gli stereotipi razziali abbiano influenzato la creazione stessa di alcuni film del secolo scorso.
Un’ottima idea per la tesi di laurea, insomma. Questo è, direi, l’utilità pratica del corso. Anche se, personalmente, l’ho seguito per puro interesse personale, senza alcun fine specifico, e mi sono trovato comunque molto bene.
Storia del cinema
Ma ora parliamo di storia, perché studiare quella del cinema è più di studiare la vita delle nazioni, significa comprendere la mente delle persone che vivevano a quei tempi poi non così lontani.
In questo senso il film, intenso come fotografia in movimento, ha aderito al suo ruolo iniziale, ha immortalato un’epoca. I film, nel senso delle singole opere, sono un ottimo modo per conoscere la vita delle persone, i loro ideali, le loro fantasie, il modo in cui si pensava nel corso del ‘900.
Quindi, un’ottima attrattiva per chiunque non voglia abbandonare la storia, nella scelta del proprio piano di studio.
Critica del cinema
Infine, critica. L’aspetto critico è forse il più semplice e intuitivo, è il modo in cui si vedono i film.
In un corso del genere imparerete una serie di aspetti tecnici, storici e di standard legati al mondo del cinema, come i tropi narrativi utilizzati, oppure l’aspect ratio (rapporto tra lunghezza e larghezza) in cui erano filmate le varie scene. È impossibile poi non applicarli, non usarli per vedere un’opera da ogni prospettiva possibile, comparandola ad altre opere d’arte.
Questo, secondo me, è l’aspetto critico: una visione dall’alto possibile attraverso le conoscenze impartite dal corso, in cui un film viene visto attraverso la prospettiva dell’evoluzione del cinema.
Perché studiare storia e critica del cinema
Quindi, in poche parole, perché seguire questo corso? Beh, perché è interessante ovviamente. Tutto ciò che è stato descritto in precedenza è ciò che ho percepito durante la mia esperienza. Almeno, sono ciò che penso dia all’insegnamento una certa nuance. Tuttavia, l’interesse per la storia, per l’arte e quello per le critiche comparate non sono abbastanza, deve piacervi il cinema.
Questo è un corso per chi piace, o pensa che potrebbe piacergli, il cinema. Le riflessioni precedenti avranno molto più valore per chiunque si trovi in queste due categorie.
E ciò che vorrei comunicare, al di là di ogni analisi più dettagliata del corso, è semplice: se vi piace guardare film, provate a seguire “storia e critica del cinema”. È un corso piacevole, ma non non per questo inutile. Anzi fondamentale per la formazione filosofica moderna.
E voi quale corsi avete frequentato e cosa avete scoperto?
Scriveteci ai nostri contatti mail e social