Da lunedì 24 a giovedì 27 novembre 2025 ho avuto la possibilità di visitare il Parlamento europeo, a Strasburgo, in occasione della sessione plenaria. Mi hanno accompagnato le mie colleghe Alice Plata, Janis Marzona e Wiame Mosaid (di Fuori Aula Network). Dato che prende il via dal nostro viaggio, questo articolo vuole essere un po’ diverso da quelli che scrivo solitamente. Racconterò il mio punto di vista sull’esperienza, per la quale ringrazio Europhonica, e che per me ha rappresentato una grande occasione lavorativa e personale. Le mie parole d’ordine sono state “opportunità e speranza”, e sto per spiegarvi perché.

Opportunità e speranza dal principio

La prima vera opportunità è stata l’ingresso in Europhonica, che mi ha permesso di avvicinarmi a tematiche di valenza europea e visitare Strasburgo e il Parlamento europeo per la prima volta. Il nostro approccio, legato anche alla situazione degli studenti universitari, si apre a moltissime tematiche giovanili. A questo proposito, essendo molto amante di teatro e musica, ritengo che divulgare le novità artistiche della nostra Unione sia estremamente importante. L’Europa è ricchissima di artisti che aspettano solo di palesare il proprio talento. Questo tipo di creatività, però, è solo uno degli esempi di ciò che i giovani possono portare all’Unione. Su questo si basava la mia speranza, che si è rivelata ben riposta una volta giunti al Parlamento, dove la presenza di ragazze e ragazzi e le possibilità per noi giovani giornalisti sono state evidenti fin da subito.

Creazione di contenuti

La visita al Parlamento europeo ci ha dato ovviamente la possibilità di assistere a moltissimi interventi di eurodeputati. Io, Janis e Wiame abbiamo lavorato insieme in uffici dedicati, silenziosi e ben forniti (ad esempio, di schermi e cuffie con cui assistere alle plenarie in diretta). Chi si occupava dei media, come noi, aveva quindi sostegno, mezzi, e disponibilità.
Abbiamo utilizzato gli studi radio dedicati ai nostri colleghi Antonio Megalizzi e Bartosz Orent-Niedzielski. Siamo anche riusciti a registrare alcune interviste, come quelle agli eurodeputati Brando Benifei (del Gruppo dell’Alleanza progressista di Socialisti e Democratici) e Chiara Gemma (del Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei).
Oltre a conoscere diversi esperti del settore, abbiamo potuto raccogliere testimonianze di giovani al lavoro in quei giorni, come i ragazzi di Senzatomica.

Futuro

Proprio realtà come Senzatomica hanno contribuito alla mia personale speranza sul futuro. È promossa dall’associazione Be The Hope ETS e fondata sull’ideale di liberare il mondo dalle armi. Quello che mi ha piacevolmente stupito è stata la grande presenza di giovani, come Alessja Trama (Dipartimento Relazioni Esterne).
In generale si è discusso molto di un domani migliore. Lo stesso Brando Benifei, che abbiamo già citato, ci ha parlato di tutela dei minori nell’ambito della produzione di giocattoli (le nuove norme sono infatti in vigore), e di un’Europa più forte in relazione al nuovo voto del Parlamento sul Rapporto Draghi. L’intervista con Chiara Gemma si è invece basata sulle nuove strategie e politiche europee sulla disabilità. Prospettive, queste, di un’Unione che spero diventi sempre più attenta alle nuove generazioni e a tutte le sfide che esse devono affrontare.

Un’esperienza di opportunità e speranza

Alcuni dei miei colleghi di Radio 6023 collaboravano e collaborano tuttora con Europhonica, ma poter lavorare per la redazione in prima persona si è rivelato estremamente stimolante. Una maggiore consapevolezza di come funziona e si muove l’Unione europea è un modo per comprendere il mondo con maggiore spirito critico. Proprio per questo ci impegniamo per portarvi sempre le ultime notizie sull’argomento.
È con le parole “opportunità e speranza” che ho descritto il nostro viaggio a Strasburgo: spero che siano le stesse che vi verranno in mente con i nostri prossimi contenuti.
Vi raccomando di seguire Europhonica e, se siete interessati ad altre tematiche europee, di ascoltare me e Janis nelle nostre dirette del giovedì. Vi aspettiamo!

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