Mercoledì 7 ottobre, a Novara è stato inaugurato il secondo Laboratorio Regionale COVID-19.

Attrezzato con strumentazione particolare e funzionante con qualsiasi tipo di reagenti presenti sul mercato grazie alle risorse della Regione Piemonte, di Intesa Sanpaolo e di Assicurazioni Generali, pone l’obiettivo di eseguire fino a mille test giornalieri per aiutare il monitoraggio e la risoluzione di diagnosi. Le competenze del personale saranno al livello della tecnologia utilizzata afferendo al CAAD – Centro di Ricerca Traslazionale sulle Malattie Autoimmuni e Allergiche, diretto dal professor Claudio Santoro, dell’Università del Piemonte Orientale.

Inaugurazione del laboratorio regionale covid-19

«Oggi siamo molto più preparati per un’eventuale, ma certo non auspicabile, nuova ondata. E questo laboratorio ne è la conferma: oggi è più che mai è necessario mettere in atto quante più verifiche possibili» ha detto il sindaco di Novara, Alessandro Canelli.

L’assessore all’Innovazione e alla Ricerca Covid, Matteo Marnati ha inoltre aggiunto che era necessario avere questi due laboratori, «quello fratello di La Loggia e quello di Novara. A partire da domani  si arriverà alla soglia di 1000 tamponi al giorno.»

L’assessore ha poi commentato alcune schede sull’evoluzione della pandemia in Piemonte per cui c’è un inizio di nuova fase crescente, anche se siamo ancora a livelli bassi.« Oggi è quella che va dai 15 ai 24 anni, e, a scalare, quella tra i 25 e i 64 anni. Diversamente da prima, ora c’è una percentuale molto alta di asintomatici.»

Ha concluso che l’unico mezzo più attendibile è il tampone virologico ed è perciò necessario avere questo tipo di laboratori, strutture utili anche per il futuro del Piemonte.

«Da oggi i laboratori per processare i tamponi in Piemonte salgono a 28» sottolinea il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, ringraziando chi ha reso possibile tutto ciò, tra cui l’UPO.

Il presidente della regione Cirio durante l’inaugurazione

Il rettore dell’Università del Piemonte Orientale, Gian Carlo Avanzi su è di dichiarato orgoglioso dell’obbiettivo raggiunto da un Centro “giovane” come il CAAD, «diventato un’eccellenza del nostro territorio ed è proiettato a diventarlo anche a livello nazionale. Siamo orgogliosi di poter contribuire alle capacità di analisi diagnostiche del sistema regionale.»

Il rettore Avanzi ha colto l’occasione per annunciare che una parte degli introiti che deriveranno dalle analisi dei tamponi sarà reinvestito in ricerca per combattere il COVID-19.

Per maggiori informazioni visita il sito dell’UPO