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Continuano numerosi gli appelli di Amnesty International per chiedere la scarcerazione di  Ahmadreza Djalali , l’ultima quella rilanciata da Iran Human Rights per voce del suo direttore Mahmood Amiry-Moghaddam, su una imminente esecuzione del ricercatore iraniano, detenuto dal 2016 con l’accusa di spionaggio internazionale.

Tutta la comunità UPO, dove Ahmad ha lavorato per anni come membro del CRIMEDIM, non può che osservare con preoccupazione estrema il succedersi degli eventi e ha percorso tutte le vie possibili in seno alle istituzioni italiane, europee e internazionali per cercare di fermare l’esecuzione di una sentenza che viola il diritto fondamentale alla vita per Ahmad. Ci stringiamo alla moglie Vida e ai loro due figli, e non perdiamo la speranza di rivederli, un giorno, nuovamente tutti insieme.

 

ENGLISH:

Amnesty International is making numerous appeals for the release of Ahmadreza Djalali  , the lastone relaunched by Iran Human Rights under the voice of its director Mahmood Amiry-Moghaddam, on the imminent execution of the Iranian researcher, who has been detained since 2016 on charges of international espionage.

The entire UPO community, where Ahmad has worked for years as a member of CRIMEDIM, can only observe with extreme concern the events and has taken every possible path within the Italian, European and international institutions to try to stop the execution of a sentence that violates Ahmad’s fundamental right to life. We huddle with his wife Vida and their two children, and we do not lose hope of seeing them all together again one day.