Nella lotta contro i tumori, l’UPO non rimane indietro. Viene infatti premiato dei suoi sforzi un’eccellenza UPO, il professor Davide Ferraris.
Studenti e studentesse, lettori e lettrici, sono felice, di proporvi come mio secondo articolo un fatto così importante.
La lotta contro i tumori è uno dei temi più importanti del momento, i dati dell’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro), stimano che, solo in Italia, il numero delle nuove diagnosi si attesti tra i 360.000 e i 390.000 casi. Numeri decisamente poco promettenti; tuttavia, in tutto il mondo la ricerca sta facendo passi da gigante e l’Italia non è da meno.
GenScript Life Science Research Grant Program 2025
Davide Ferraris, professore associato di Biochimica presso il Dipartimento di Scienze del farmaco, si conferma infatti tra i vincitori del GenScript Life Science Research Grant Program 2025. Un’iniziativa che finanzia gli studi più innovativi al mondo, creata con lo scopo di sostenere la ricerca sulle scienze della vita.
Il bando viene promosso da GenScript Biotech Corporation, compagnia d’origine cinese, esperta nel settore delle biotecnologie. Questa iniziativa potrebbe portare a una vera e propria rivoluzione all’interno del mondo dell’oncologia.
Infatti, oltre ai nomi italiani, troviamo anche professioniste e professionisti appartenenti ad istituzioni come Stanford, Oxford e il Fred Hutchinson Cancer Center. Non tutte le ricerche presentate si pongono all’interno della lotta contro il cancro, certo, tuttavia quelle che lo fanno non sono poche e la qualità della ricerca è sempre elevatissima.
Non una one man army nella lotta contro i tumori
Tornando al progetto del professor Ferraris poi, si può notare come il suo lavoro non sia svolto da una one man army. No, abbiamo davanti un gruppo di ricercatori, tra cui:
- Fabio Testori, dottorando UPO;
- Aaron Madden, dottorando UPO;
- Alessandro Contini, professore dell’Università degli Studi di Milano.
Questa equipe si dà il compito di colpire l’oncogene KRAS, proteina responsabile della proliferazione tumorale in diversi tipi di cancro (come quelli a polmone, pancreas e colon). Tumori generalmente considerati come aggressivi e/o difficili da curare quindi. Di così triste fama, che sono sicuro che anche una buona parte del pubblico non specialista ne avrà sentito parlare.
Intelligenza artificiale e nanobodies
Il progetto utilizza algoritmi di Intelligenza Artificiale per progettare nanobodies, ovvero anticorpi a dominio singolo, di nuovissima generazione. Un capolavoro della contemporaneità insomma. Del resto, i farmaci tradizionali non si sono mai dimostrati sufficientemente efficaci nel colpire KRAS.
Grazie al contributo ottenuto dal bando GenScript, il team potrà produrre e testare il legame di queste molecole progettate al computer, accelerando lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche mirate. Commenta Davide Ferraris: “Il bando GenScript ci offre l’opportunità di validare sperimentalmente gli algoritmi impiegati nella progettazione di nanobody ingegnerizzati per il riconoscimento selettivo e l’inattivazione di KRAS. Inoltre, questo lavoro ci consentirà di raccogliere dati fondamentali per l’ottimizzazione e la futura progettazione razionale di nanobody diretti contro specifiche varianti oncogeniche della proteina. Il progetto rappresenta una sfida scientifica, poiché KRAS è notoriamente una proteina molto difficile da bersagliare”.
Alla premiazione della nostra eccellenza è anche seguito un commento del nostro rettore, il professor Menico Rizzi: “Questo successo testimonia la capacità dei nostri ricercatori di guidare progetti di frontiera che integrano l’informatica avanzata e la biologia molecolare, portando il nome dell’Università del Piemonte Orientale nei consessi scientifici più prestigiosi al mondo”.
Contribuzione alla lotta contro i tumori e potere della parola
L’UPO quindi è stata quindi riconosciuta a livello mondiale, grazie alla ricerca del professor Ferraris. Ma, cosa ancora più importante, ha contribuito e contribuirà alla lotta contro i tumori. E mentre la battaglia sembra essere infinita, già parlarne fa la differenza.
Parlare del cancro significa conoscerlo, nei suoi sintomi, nonché nelle sue cure possibili; significa essere più preparatə. Parlare del cancro, significa spingere le persone all’azione concreta, che sia un’iniziativa di ricerca, una donazione, ecc…
Quindi lettori e lettrici, parliamone, parliamo della malattia, delle cure possibili, delle novità che ogni giorno saltano fuori. So che non è la più concreta delle azioni, o almeno che non sembri esserlo, però, parliamone.
E se, prima ancora di parlarne, volete leggere o sentire qualcuno parlare delle novità del campo medico, troverete tutto quello che volete sul nostro sito.