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Il Maestro ed ex judoka Gianni Maddaloni è intervenuto ad uno degli incontri organizzati dall’Agenzia Nazionale per i Giovani, raccontando le sue esperienze di vita e di sport nel quartiere di Scampia a Napoli.

Durante la giornata di giovedì 17 e nella mattinata di venerdì 18 dicembre, l’Agenzia Nazionale per i Giovani ha organizzato “Solidarietà e partecipazione: storie e modelli di attivazione dei giovani”, un’iniziativa online per creare un momento di incontro, supporto e crescita tra l’ANG, le associazioni e i gruppi beneficiari dei Progetti di Solidarietà. Gli incontri sono stati terreno di discussione e di condivisione riguardo i progetti che le associazioni di promozione sociale e i gruppi informali del territorio stanno mettendo in atto in questi mesi. Radio6023 ha partecipato all’attività grazie al Progetto Connect to the Future, iniziato martedì’ 15 dicembre.

A rompere il ghiaccio, dopo la consueta presentazione ed introduzione iniziale dello staff dell’Agenzia, è stato appunto Giovanni Maddaloni, per tutti Gianni, ex judoka ed ora Maestro di Judo 7° Dan. Nato a Napoli nel 1956, è arrivato alle finali dei campionati Italiani nel 1979 e nel 1980, classificandosi in settima e sesta posizione. Dal 1982 si è dedicato all’insegnamento della sua disciplina, allenando in diverse società campane. Ora è l’insegnante e il direttore tecnico della Società Star Judo Club di Napoli, che da oltre 10 anni è tra le migliori società a livello nazionale. I suoi tre figli, Giuseppe, Laura e Marco, sono diventati anch’essi judoka e negli anni hanno collezionato risultati molto prestigiosi, vincendo medaglie in diverse competizioni nazionali ed internazionali.

Il Maestro Maddaloni ha riportato la sua esperienza e il suo vissuto quotidiano a contatto con i ragazzi di Scampia, noto come uno dei quartieri più difficili di Napoli. “La palestra – afferma l’ex judoka – non è solo un edificio in cui praticare uno sport in sicurezza, ma diventa anche un luogo di aggregazione, crescita personale e salvataggio”. Infatti, uno degli obiettivi principali stabilito dal Maestro e dai suoi colleghi è quello di “togliere i ragazzi dalle strade impedendo la frequentazione di cattive compagnie, per garantire loro un futuro migliore”. Ovviamente, oltre all’aspetto dell’inclusione, lo sport è anche un sostenitore del riscatto sociale del singolo individuo, tema su cui il Maestro si è soffermato parecchio.
Nella seconda parte dell’intervento, non sono mancate domande dei partecipanti riguardanti curiosità, consigli e la relazione tra sport e pandemia in corso, a cui Maddaloni ha risposto in maniera approfondita.

L’incontro con Gianni Maddaloni, come tutta l’iniziativa organizzata dall’Agenzia, si è dunque rivelato un momento di arricchimento personale e di condivisione di idee ed esperienze per tutti i partecipanti.