Siamo molto entusiasti di annunciare che, durante la giornata del 22 novembre 2025, Il Centro di ricerca traslazionale sulle malattie autoimmuni dell’Università del Piemonte Orientale presenterà i risultati di FLAMIN-GO. Di cosa si tratta? Di un importante progetto europeo dedicato alla medicina di precisione per le malattie reumatologiche.
L’evento, ad accesso libero, avverrà presso l’Auditorium “G. Cattaneo” (Via Perrone 18, Novara) e inizierà alle ore 9.30.

FLAMIN-GO è un percorso innovativo che unisce scienza, tecnologia e bisogni dei pazienti, con l’obiettivo di avvicinare la ricerca alla vita reale delle persone.
L’Università del Piemonte Orientale, quindi, apre le porte alla cittadinanza, ai pazienti con Artrite Reumatoide e alle istituzioni, siete tutti chiamati a partecipare!

FLAMIN-GO – Qualche informazione aggiuntiva

Vediamo più nello specifico cos’è FLAMIN-GO e di cosa si occupa!
Innanzitutto significa “infiammazione che va via”, ed è un progetto di ricerca europeo pensato per sviluppare trattamenti su misura per ogni paziente affetto da artrite reumatoide. È nato da una collaborazione tra strutture pubbliche e private, guidate dall’Università del Piemonte Orientale, tra cui l’Istituto di nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr Nanotec) di Lecce, la Queen Mary University di Londra, il Max Planck Institute, l’AO Research Institute Davos – ARI svizzera  e aziende high-tech tra le quali Trustech, Fluidigm, Enginsoft and regenHU. Inoltre è stato premiato nel programma Horizon 2020 con un finanziamento di 6 milioni di euro.

L’Artrite Reumatoide – Ve la spieghiamo noi

L’Artrite Reumatoide è una malattia infiammatoria cronica autoimmune che soltanto in Italia colpisce oltre 400.000 persone (in UE circa 2.900.000). È caratterizzata da un’infiammazione cronica della sinovia, ossia della membrana che consente il corretto funzionamento delle articolazioni. Tale infiammazione provoca una crescita incontrollata della sinovia, che si espande fino a distruggere la cartilagine ed erodere il tessuto osseo. Questo provoca dolore e rigidità articolare che, se non trattati, compromettono la qualità di vita del paziente con un danno anatomico ed una disabilità irreversibile.

L’Artrite Reumatoide – Ecco perché esiste FLAMIN-GO

Non esiste purtroppo una cura definitiva per l’Artrite Reumatoide. La remissione dei sintomi è più probabile quando il trattamento inizia precocemente con farmaci antireumatici modificanti la malattia. In caso di fallimento, si passa alle terapie biologiche, mirate a specifiche vie cellulari e molecolari del sistema immunitario che innescano l’infiammazione e causano danni ad articolazioni e tessuti. Sfortunatamente, il costo elevato non si presta a considerarle farmaci di prima scelta rispetto a quelli convenzionali.

L’identificazione del trattamento più efficace per ogni paziente è un bisogno clinico insoddisfatto. Il ritardo nella definizione della terapia più appropriata comporta che circa il 40% dei pazienti con questa patologia non riesce ad ottenere un miglioramento, con una disabilità significativa e maggiori costi sociali. Se si aggiunge che il 10-20% dei pazienti non risponde a nessun farmaco in uso, si comprende quanto il quadro della Artrite reumatoide sia eterogeneo e quanto sia necessario sviluppare e testare nuovi farmaci “su misura” per il singolo paziente. Proprio per questo motivo esiste FLAMIN-GO.

FLAMIN-GO – Il progetto

Al centro del progetto vi è la creazione della prima sinovia su chip personalizzata, un modello microfluidico che riproduce la sinovia dei singoli pazienti affetti da Artrite reumatoide. Essa consente di prevedere in anticipo l’efficacia dei farmaci, ridurre gli effetti collaterali e guidare scelte terapeutiche più mirate. Il modello sviluppato ha già mostrato risultati altamente promettenti, confermando l’enorme potenziale della medicina di precisione nel campo delle malattie autoimmuni.
Il CAAD, Centro di Ricerca Traslazionale sulle Malattie Autoimmuni e Allergiche, dove si è sviluppato il progetto, si conferma un punto di riferimento nazionale e internazionale per lo studio delle malattie autoimmuni, grazie a un approccio che integra biologia, ingegneria, clinica e tecnologie omiche di analisi avanzate.

FLAMIN-GO ha dato forma a un dispositivo diagnostico di frontiera che, una volta validato, garantirà meno incertezza, meno tempo perso e più possibilità di cura, con un notevole guadagno per il SSN. Per le istituzioni, rappresenta un esempio concreto di innovazione che si traduce in servizio al territorio; per i pazienti, un messaggio di vicinanza e ascolto; per la società, la dimostrazione del valore della ricerca pubblica quando università, ospedali, imprese e associazioni lavorano insieme.

Il programma

FLAMIN-GO una svolta per il trattamento dell’Artrite Reumatoide

  • 09.30: saluto del Magnifico Rettore UPO: Menico Rizzi e delle Autorità;
  • presentazione dei risultati del progetto FLAMIN-GO a cura di Annalisa Chiocchetti, Coordinatrice del progetto FLAMIN-GO, UPO;
  • 10.00: il punto di vista dei pazienti, Antonella Celano, Presidente APMARR;
  • 10.15: il punto di vista del reumatologo, Pier Paolo Sainaghi, Presidente IRCAD;
  • 10.30: il punto di vista sugli organi su chip, Paola Occhetta, CEO Biomimix;
  • 10.45: il punto di vista regolatorio, Gianluca Miglio, EMA, UPO;
  • 11.00: coffee Break;
  • 11.45: tavola rotonda con domande;
  • 13.00: aperitivo.

Dopo aver letto tutto l’articolo siamo sicuri che il 22 novembre ci sarete, noi ve lo raccomandiamo! Oltretutto ci saremo anche noi, quindi venite a salutarci!
Per non perdervi nessun avviso di eventi in programma continuate a seguirci! Qui troverete tutti i nostri articoli inerenti!

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