Parità di genere nell’UE
L’Unione Europea si impegna da sempre per raggiungere l’obiettivo della parità di genere, ed il Parlamento Europeo è a capo di numerose iniziative e leggi per la tutela delle donne e contro la disparità di genere.
Ma cosa intendiamo con “parità di genere”?
Intendiamo la possibilità di avere uguale rappresentanza in tutti quegli ambiti in cui un genere è sottorappresentato o svantaggiato, sia nella vita pubblica che nel privato.
Più nello specifico, com’è cambiata la situazione negli anni?
Partiamo ben prima della nascita dell’UE:
- 1957, Trattati di Roma: nasce la Comunità economica europea, ma non solo: per la prima volta viene legislata la parità salariale, che sarà poi ripresa dal Consiglio delle Comunità Europee nel 1975.
- 1979, prima donna a capo del Parlamento Europeo: Simone Veil, magistrato francese,sopravvissuta alla Shoah.
- 1984, fondazione della Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere del Parlamento Europeo. Tutt’ora ricopre compiti riguardanti le politiche comunitarie e viene interpellata ogni qual volta vengono prese decisioni ufficiali che potrebbero influire sulla vita delle donne.
- 2000, approvazione della carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.Un diritti che spicca in particolare è quello dell’uguaglianza, in ogni sua forma e significato.
- 2014, direttiva contro la violenza sulle donne e contro la tratta di esseri umani, e successivamente.
- 2019, approvati nuovi regolamenti sulla maternità e sui sostegni per i neogenitori. 40% di seggi femminili in Parlamento.
- 2021, emanazione di direttive per la protezione delle donne, dati i casi di violenza di genere in pandemia.
Cosa fa oggi l’Unione Europea per aiutare a raggiungere la parità di genere
Posti di lavoro
L’Unione Europea si occupa costantemente di porre fine alla disparità di genere anche in ambito lavorativo. Come misura più recente troviamo quella del 2023, che impone alle aziende degli stati membri di mantenere una eventuale disuguaglianza nei salari inferiore o uguale al 5%.
L’Unione si occupa anche di far sì che le donne non siano sottorappresentate.
Spinge infatti gli stati membri ad aumentare il numero di donne occupate in ambito tecnologico ed amministrativo:
alla fine del 2022 il parlamento ha approvato la direttiva sulle donne nei consigli di amministrazione, che mira a introdurre procedure di assunzione trasparenti nelle aziende, in modo da aumentare significativamente i posti occupati dal sesso sottorappresentato entro la fine di giugno 2026.
Agli stati membri dell’Unione viene anche costantemente chiesta più rappresentazione femminile in merito a cariche politiche (da sempre a maggioranza maschile).
Il Parlamento ha poi ripetutamente chiesto alla Commissione europea di mantenere la coerenza nei confronti dell’uguaglianza di genere in tutte le politiche per il commercio.
Tutti gli accordi commerciali, infatti, devono includere clausole vincolanti per assicurare il rispetto dei diritti umani, fra cui l’uguaglianza di genere, secondo la risoluzione adottata nel 2018.
Prevenzione alla violenza
L’Europa tiene molto anche alla prevenzione alla violenza sulle donne, e si impegna ai fini della sensibilizzazione e riguardo all’educazione in merito.
Da luglio 2023 è infatti pronta una direttiva per impedire e combattere ogni forma di violenza di genere. Il parlamento si sta impegnando tutt’ora per aggiungere sanzioni per ogni tipo di violenza sulle donne, anche quelle più subdole, come le molestie online.
Inoltre, dal 2020 è stata istituita la settimana sulla parità di genere al Parlamento, ovvero una settimana all’anno in cui il Parlamento Europeo si dedica esclusivamente a tematiche a riguardo.
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Per saperne di più sulle iniziative dell’Unione Europea riguardo alla parità di genere consulta il sito del Parlamento Europeo, e per continuare a seguire EUVOTER continua a seguire 6023!
EUVOTER è un progetto della fondazione Compagnia di San Paolo, coordinato da the Good Lobby, e realizzato da: Aurive, ASC Piemonte e Visionary, con lo scopo di avvicinare al voto i giovani under 25 e approfondire quanto incidono le elezioni europee sulla nostra vita e sul nostro futuro.