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In questi giorni, lo staff di 6023 ha avuto e avrà l’opportunità di seguire e di far parte ad alcune conferenze tenute dalle nuove proposte del 71° Festival di Sanremo; quest’oggi ci concentreremo sulla conferenza di uno dei due semifinalisti votati ieri, stiamo parlando di Folcast.
Con il suo singolo “Scopriti” diretto da Rodrigo D’Erasmo, ha strappato un posto per il turno successivo del Festival, convincendo sia la critica che gli spettatori, ma facciamo un passo indietro, scoprendo chi è e da dove viene Folcast.

Daniele Folcarelli, conosciuto come Folcast, romano classe 92′, nasce e cresce in una famiglia di musicisti, difatti si appassiona alla musica in giovane età.
Impara a suonare da autodidatta pianoforte, basso, batteria e chitarra, con quest’ultima arriverà il colpo di fulmine che porterà il cantante al conseguimento della laurea presso il conservatorio Licinio Refice di
Frosinone.
Nel 2015 entra sulla scena, mescolando alla perfezione stili come funk, R&B, soul, blues, pop e rock, con un leggero accenno al rap.
Quest’anno arriva la grande occasione, ovvero la possibilità di partecipare al 71° Festival di Sanremo, e decide di portare come canzone il brano SCOPRITI, scritto 2 anni fa.
Per la produzione e per la riuscita del pezzo, oltre a Daniele bisogna citare Tommaso Colliva, Raffaele Scogna e al grande Maestro Rodrigo D’Erasmo.

Oggi pomeriggio, una delegazione di Radio6023 (Daniele Zuccadelli ed Erika Bonardi) ha partecipato alla conferenza stampa di Folcast, riuscendo a strappare qualche minuto per poter fare un paio di domande, riuscendo a creare un contenuto imperdibile, che sarà in onda questo pomeriggio, nel programma WEEKLY HITS.
Ma noi di Radio6023 siamo generosi, e per questo vi lasciamo un piccolo spoiler, una domanda fatta ieri pomeriggio allo stesso Folcast.
Alla domanda “come mai hai scelto di usare all’interno della canzone strumenti ad arco, e quanto è stata importante l’orchestra di Sanremo per la riuscita del pezzo” ha risposto “posso dire che è stato un onore essere affiancato da Rodrigo D’Erasmo, un musicista e una persona incredibile; per quanto riguarda l’utilizzo degli strumenti ad arco ti posso dire che l’idea è venuta quasi per istinto, sentivamo io e Tommaso che gli archi stavano bene nel pezzo, erano al servizio (nel senso buono) della canzone, per farla uscire nel migliore dei modi, addirittura quando sono salito sul palco e ho sentito gli archi ho avuto la sensazione di volare”.

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