Fino a domenica 25 marzo è possibile visitare presso Studiodieci di Vercelli la mostra personale dell’artista Patrizia Bonardi, ideatrice del progetto Artists.Sociologists, autrice fortemente legata a temi di sociologia e antropologia contemporanea. “Vite che non possiamo permetterci” è il titolo di un testo di Zygmunt Bauman, uno dei maestri della sociologia del nostro tempo; nato da un’intervista di Citlali Rovirosa-Madrazo, il libro consente a Bauman di ripercorre le tappe fondamentali della propria vicenda di studioso, sintetizzando, ampliando e aggiornando alcuni snodi fondamentali di una riflessione che risulta cruciale nel definire i caratteri della contemporaneità. La mostra vuole essere dunque, innanzitutto, un omaggio a Bauman, scomparso all’inizio di quest’anno. Il concetto su cui si concentra principalmente Patrizia Bonardi, per l’occasione, è quello della sostenibilità, intesa nelle sue molteplici sfaccettature, e sintetizzabile come il modo in cui le dinamiche sociali ed economiche della contemporaneità incidono sul nostro rapporto con il pianeta. Come può essere salvaguardato tale rapporto? Come può l’approccio interdisciplinare tipico della sociologia trovare un’espressione sintetica ed immediata nell’operazione artistica?

 

Per l’occasione, l’artista presenterà due nuovi lavori, concepiti specificamente per la mostra: Nasse, in particolare, nasce come riflessione sulla concezione di “trappola” e sulla possibilità di liberarsene, comunicando un’apertura, una rottura e al tempo stesso una presa di consapevolezza. Un tema analogo è portato avanti anche da altri lavori esposti, prodotti negli anni passati, come Breaking Geometry e Liquid Collapses, quest’ultima legata al tema della protezione e della distinzione tra spazio pubblico e privato.

In queste opere Patrizia Bonardi imposta un rapporto con la sociologia che non ha come esito operazioni articolate, scandite dalla complessità mediale tipica di molte opere d’arte “impegnate”, ma piuttosto lavori di impatto visivo immediato, in cui è la leggerezza stessa a suggerire una profondità di lettura basata sulla suggestione, e non sull’imposizione di enunciati fissati una volta per tutte. Un’idea di economia (nel senso etimologico dell’amministrazione, della cura organizzata della propria casa) alla quale corrisponde una responsabile e incisiva economia di mezzi.

Per maggiori informazioni visita il sito vercelli.virgilio.it