Ogni anno, ogni persona spreca circa 146 kg di cibo. 146 kg sono una cifra incredibile se si pensa a quante altre persone si potrebbe provvedere con quel “surplus”. La legge italiana è molto attenta sia alla tutela del consumatore, alle norme igienico-sanitarie, alle regole di somministrazione, ma nella vita reale il riscontro più ovvio è uno solo: molte volte si getta cibo perfettamente consumabile.
Basti pensare alle mense scolastiche che producono un disavanzo o semplicemente ai panini invenduti di un bar. Per questo motivo nel 2003 è entrata in vigore la legge n. 155 (detta del buon samaritano) per disciplinare la distribuzione dei prodotti alimentari ai fini di solidarietà sociale che recita:
Art. 1.

1. Le organizzazioni riconosciute come organizzazioni non lucrative di utilità sociale ai sensi dell’articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, e successive modificazioni, che effettuano, a fini di beneficenza, distribuzione gratuita agli indigenti di prodotti alimentari, sono equiparate, nei limiti del servizio prestato, ai consumatori finali, ai fini del corretto stato di conservazione, trasporto, deposito e utilizzo degli alimenti.

siticibo

Un addetto alla distribuzione Siticibo

Così nasce Siticibo, un programma della Fondazione Banco Alimentare ONLUS, nato a Milano nel 2003 , che per la prima volta è stato sperimentato a Novara nell’ottobre del 2013 e che in 15 mesi, ha portato a servire 13.ooo pasti che altrimenti sarebbero finiti nella spazzatura.
Ma anche qui, per quanto si parli di solidarietà, non c’è spazio per l’approssimazione. Infatti Simone Barreca, tecnologo dell’alimentazione che si occupa del progetto a Novara, prima di effettuare il suo consueto giro spiega che il cibo va conservato in contenitori di alluminio la cui temperatura viene controllata e registrata in un apposito report.Oltre alle mense dell’Ospedale Maggiore di Novara ci sono anche i refettori di alcune scuole elementari (Bollini, Bottacchi, De Amicis, Ferrandi,ecc) per dei numeri che arrivano a toccare gli 11.000 kg soltanto di  pane e frutta recuperata. Oltre alle mense ci sono anche le grandi distribuzioni che toccano quota 16 nel novarese più due grandi centri distribuzione. L’obiettivo è ovviamente crescere per sostenere i più di cento novaresi in difficoltà andando a coinvolgere anche le mense aziendali e i cibi precotti che altrimenti, per assurdo, andrebbero ad appesantire il reparto smaltimento rifiuti.
Il cambiamento che si spera si possa diffondere risiede nella filosofia del consumo che troppo spesso ci vede “spreconi superficiali” probabilmente troppo abituati agli agi della grande distribuzione o addotti alla mentalità “fast food”.

Per questo motivo segnaliamo in conclusione la bella iniziativa “made in Germany” trasposta da Julia Arena, studentessa di Cagliari, che si occupa di Foodsharing.

Il meccanismo è molto semplice: hai del cibo (buono) che non consumi? Pubblica la foto nel gruppo facebook e mettiti d’accordo per consegnarlo. Insomma un altro esempio di sostenibilità e soprattutto solidarietà.
In fondo come diceva Giobbe Covatta “basta poco che ce vo’?”.