Il museo è stato inaugurato il 12 Ottobre a Washington D.C., presso la sede della National Italian American Foundation.

Lo scorso 12 Ottobre, nella sede della NIAF, l’associazione culturale che promuove la cultura italiana sul suolo statunitense, è stato presentato il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, un progetto affidato all’italiana Stefania Nicotra. L’obiettivo dell’associazione è quello di raccontare la storia degli emigrati italiani, raccogliendo e mostrando le immagini delle loro peripezie nel tentativo di entrare nella terra dove i desideri diventano realtà.

L’esposizione del museo ha l’intento di mostrare le diverse facce del movimento migratorio: dalla vasta raccolta delle carte d’imbarco e dei passaporti utilizzati dai nostri connazionali per intraprendere la lunga navigata transatlantica alla ricerca di una nuova fortuna, passando per le centinaia di immagini che documentano le fatiche e gli sforzi del Grande Esodo, fino all’omaggio ai grandi esponenti della canzone italo-americana come Caruso, Beniamino Gigli e le più recenti Madonna e Lady Gaga.

Il museo è stato inaugurato con la proiezione di un documentario dedicato al naufragio dell’Andrea Doria, avvenuto il 26 Luglio 1956, e all’interno della mostra è possibile osservare il modello in scala della Ile de France, la nave che soccorse i passeggeri del transatlantico. Tra i presenti all’apertura del museo vi erano alcuni dei superstiti della tragedia avvenuta nell’oceano.

Sono diversi i futuri appuntamenti del museo appena inaugurato: oltre ad accogliere al suo interno una riproduzione dell’originale modello di telefono brevettato da Antonio Meucci, verrà realizzato a breve il gemellaggio con il Museo di Ellis Island, iconica isola e punto di ingresso che separava i migranti dal loro desiderio di realizzare una vita migliore sul suolo americano.

Infine, la fondazione italo-americana sta procedendo all’organizzazione di visite guidate finalizzate alla diffusione del fenomeno migratorio italiano, cercando inoltre di muoversi sul territorio della nostra penisola, al fine di far acquisire maggiore consapevolezza di questo fenomeno alle nuove generazioni.