Domenica 14 ottobre alle ore 17:00 presso il Museo Borgogna di Vercelli (via Antonio Borgogna 4, Vercelli), la professoressa Cristina Santarelli presenterà la conversazione “Giorgio De Chirico, Alberto Savinio e la Metafisica del Mediterraneo”. Nel corso dell’intervento, corredato da proiezione di immagini, si cercherà di ricostruire la matrice greca dell’opera dei fratelli De Chirico attraverso l’analisi di alcune opere incentrate sulla ripresa di miti musicali dell’antichità.

La Metafisica è una corrente pittorica italiana del XX secolo definita contro-avanguardia in quanto non prevede una rottura con la tradizione precedente – caso invece del Futurismo – ma è caratterizzata dalla necessità di un ritorno alla plasticità, alla costruzione dell’opera, al chiaroscuro; un ritorno a Giotto, al Quattrocento italiano, a Piero Della Francesca.
Gli artisti della Metafisica tornano all’origine del Rinascimento italiano e trovano in una rappresentazione schematica, sospesa e cristallizzata la ragione della ricerca di una verità più profonda; il termine Metafisica venne scelto proprio da De Chirico a indicare un’arte che vuole svelare il lato magico delle cose comuni, a volte banali, spezzando la collana dei ricordi dello spettatore.

“Le Muse Inquietanti” (1917), opera di Giorgio De Chirico che rappresenta il manifesto della Metafisica

La professoressa Cristina Santarelli, docente di Storia ed Estetica della Musica in diversi Conservatori Italiani oltre che all’Università di Torino, è tra le massime esperte di Iconografia Musicale. È direttrice dell’Istituto di Beni Musicali del Piemonte oltre che docente di corsi universitari a livello internazionale; inoltre ha pubblicato importanti volumi per l’iconografia musicale piemontese e italiana.

L’ingresso è libero fino all’esaurimento dei posti disponibili; per maggiori informazioni è possibile visitare il sito www.museoborgogna.it