Sabato 23 Febbraio e Domenica 24 il Teatro Coccia ha aperto il sipario per mettere in scena lo spettacolo “La Bibbia Riveduta e Scorretta” del gruppo teatrale Oblivion.

Conosciuti dal grande pubblico per il successo dei “Promessi Sposi in 10 Minuti” e di numerosi altri rifacimenti musicali, il gruppo nato a Bologna nel 2003 ha entusiasmato il pubblico novarese, regalandosi una standing-ovation al termine degli spettacoli.“La Bibbia Riveduta e Scorretta” non è una semplice opera teatrale in due atti: le due ore di spettacolo, infatti, hanno spaziato dalla pura recitazione al musical, passando per momenti di grande ironia, satira e divertimento. La grandezza dello spettacolo degli Oblivion non si limita alla loro capacità di intrattenere il pubblico spaziando nei diversi generi artistici, ma si estende ad una brillante sceneggiatura caratterizzata da una profonda padronanza del contesto storico. L’opera, infatti, è ambientata nel 1455, nel pieno passaggio dall’età medievale a quella moderna.

Uno dei protagonisti di questo cambiamento storico è il teutonico Johannes Gutenberg, l’inventore della stampa a caratteri mobili, interpretato nello spettacolo da Davide Calabrese. Il musical si apre con un Gutenberg nervoso alla ricerca del primo libro della storia da stampare; sommerso dai debiti, la sua unica speranza per fare la Storia sembra essere pubblicare un libro sugli Alieni, scritta dal protegè di Fraü Fust, interpretata da Francesca Folloni, un’imprenditrice moderna che fa il verso alla figura del milanese imbruttito e che deve riscuotere da Gutenberg una grossa somma di denaro. Quando sembra che nessuna speranza possa piovere dal cielo, ecco che fa il suo ingresso in scena Dio, interpretato da Fabio Vagnarelli. Presentatosi con delle tavole di pietra, il Padre Onnipotente, con tanto di capelli rasta, illustra a Gutenberg il contenuto autobiografico del suo manu-scolpito: l’irriverente scena vede coinvolto Dio, come narratore della Creazione, dinanzi ad uno scioccato Gutenberg, il quale, mosso dalle logiche del mercato editoriale, boccia totalmente l’idea di Dio. Il seguente sketch vuole sottolineare come la Bibbia, nel corso della storia, abbia assunto i connotati del best-seller e con magistrale ironia, il Gutenberg degli Oblivion sottolinea la necessità di trovare espedienti e strategie per accaparrarsi il maggior numero di lettori.

 

L’intero primo atto narra l’Antico Testamento, alternando le scene bibliche a rimandi satirici alla nostra contemporaneità: l’esempio emblematico è la figura di Noè, costretto da Dio alla costruzione di un’Arca mediante i pezzi di una nota azienda di mobili dal nome Archen, chiaro parallelismo con la conosciutissima azienda svedese Ikea. Quando il libro sembra pronto per essere pubblicato, ecco che entra in scena il personaggio di Fraü Fust, che ricattando Gutenberg, presenta a tutti il suo protegè: Gesù Cristo, soprannominato per l’occasione JC, interpretato da Lorenzo Scuda.

In questo modo si apre il secondo atto, dedicato interamente al Nuovo Testamento, con un brano dalle influenze trap che vuole presentare Gesù come un ribelle, schiacciato prepotentemente dall’ingombrante figura del padre. Sarà centrale, infatti, durante l’intero atto la relazione famigliare tra Gesù e Dio. Quando il loro rapporto sembrerà irrimediabilmente danneggiato, sarà l’aiuto della segreteria di Gutenberg, Frau Schöffer, interpretata da Graziana Borciani, a far tornare il sereno tra le due  facce della Trinità. La loro ritrovata unione permetterà a Gutenberg di pubblicare la Bibbia nella versione che noi oggi conosciamo.

Eccezionale la chiosa finale proposta dagli Oblivion: la Bibbia è un’opera sacra e storica, ma figlia del suo tempo. I precetti in essa contenuti possono essere osservati, ma vanno adattati al periodo storico nel quale viviamo. Per questo motivo, gli Oblivion invitano il pubblico a riflettere sulla formulazione dei nostri giudizi quotidiani, intimandoci a essere sempre più umani con il prossimo. Il risultato finale è uno spettacolo che, con ironia, ed enorme coraggio, riflette sui drammi delle relazioni umane odierne, mettendo in luce i limiti dell’interpretazione attuale della Bibbia e di come la sua lettura, nel tempo, sia stata eccessivamente influenzata dai pregiudizi e dalle logiche del mercato.

Non vi resta che andare a teatro per immergervi in questo viaggio nella Storia.