Visto da un osservatore esterno, il Festival delle Radio Universitarie è un concentrato di dirette radiofoniche, conferenze, workshop ed eventi musicali, e può essere scambiato come un semplice momento di “cazzeggio” (mi si passi il termine poco elegante, ma efficace), ma non è solo questo. Cercare di spiegare che cosa sia in realtà il Fru a qualcuno che non l’ha mai vissuto in prima persona non è un compito da poco, come non è facile raccontare un festival del genere dal punto di vista degli organizzatori. Partiamo dall’inizio. Caos, cori da stadio, urla, baci, abbracci e scherzi di ogni genere caratterizzano le comitive di “fruisti” che ogni anno si incontrano per condividere la loro passione più grande: la radiofonia.

Fru14: dal 5 al 7 giugno quasi 200 operatori radiofonici universitari hanno invaso Novara

Fru14: dal 5 al 7 giugno quasi 200 operatori radiofonici universitari hanno invaso Novara

L’8° Festival delle Radio Universitarie, organizzato da Radio 6023 a Novara, si è concluso sabato scorso con successo, stando a rapidi sondaggi sui social, innumerevoli messaggi di ringraziamento e conversazioni origliate durante il Festival. Tre giorni di momenti formativi, dirette radiofoniche e serate musicali sono volati, lasciando nei partecipanti un bagaglio formativo e umano molto utile per il loro futuro. Quasi 200 sono stati i radiofonici universitari che sono giunti con ogni mezzo da tutta Italia per partecipare alla manifestazione itinerante centrale di RadUni, l’associazione degli operatori radiofonici universitari. E’ appena finito un grande FRU! Il festival di quest’anno ha certamente fotografato una realtà mai così solida, organica ed unita, le radio universitarie non sono più un fenomeno, le “nuove radio libere”, come spesso si sente dire, sono uno specifico unico con una identità ben chiara – spiega il presidente di RadUni Michele Tesolin  Le radio universitarie ne hanno fatta di strada dal primo FRU, otto anni fa, e ancora molta ne faranno, ma nessuno può ormai mettere in discussione la qualità delle loro proposte contenutistiche e la loro qualità. Vorrei ringraziare tutti i soci di RadUni e tutte le antenne del nostro network per l’incredibile lavoro che svolgono ogni giorno tutto l’anno, e dare loro appuntamento all’anno prossimo. L’associazione ora invece continuerà a lavorare per tessere relazioni anche con i nostri omologhi europei, come già abbiamo fatto nelle ultime due edizioni del Festival. Abbiamo obiettivi ambiziosi, e lavoreremo per centrarli!

Ospiti di caratura nazionale e internazionale hanno dato il loro contributo per formare futuri speaker, giornalisti, commerciali e registi. Le parole di personaggi come Grant Benson, Sergio Ferrentino, Alessio Bertallot, Giorgio Simonelli,  hanno scosso le menti dei loro ascoltatori, toccandoli sul vivo e aprendo loro gli occhi su obiettivi e riflessioni, di cui faranno tesoro per crescere e motivarsi, anche quando nessuno darà ascolto alla loro voce, o “tirando un po’ le orecchie” come Riccardo Poli di Radio 24, che durante l’assemblea RadUni ha ricordato l’importanza della modestia e il fatto che ci sia sempre da imparare. Con i contest i “fruisti” si sono messi in gioco: hanno sperato, “gufato”, pianto ed esultato, ma alla fine festeggiato tutti insieme i vincitori e rimandato al prossimo anno la competizione.

Per chi invece organizza il Festival delle Radio Universitarie l’esperienza è unica. Certo si deve lavorare molto, fare sacrifici per portare avanti un onere e un onore del genere: nel gruppo si ride, si scherza, si litiga, si piange e ci si confronta, mettendo in campo ognuno le proprie capacità. La stanchezza e lo stress raggiungono livelli altissimi, si devono prendere decisioni difficili e nei mesi della preparazione tutto sembra impossibile e si pensa: “chi me l’ha fatto fare?” Frase che viene ripetuta

A-xl Raimondo con Mariolina Simone

A-xl Raimondo con Mariolina Simone

anche molte volte durante i tre giorni del festival a causa degli immancabili intoppi e imprevisti. Organizzare un evento nazionale di questa portata è stata una sfida che ci ha messo duramente alla prova. Ma i timori si sono trasformati fin da subito in sorrisi quando siamo stati travolti dall’entusiasmo delle radio universitarie provenienti da più di 20 città diverse che hanno letteralmente invaso la nostra università – spiega Alessandro Raimondo, uno degli organizzatori principali del Festival, station manager e anima di Radio 6023 – Vederli ripartire stanchi, ma felici per l’accoglienza ed il programma organizzato penso sia una delle soddisfazioni più grandi che potessimo avere. Lo staff di Radio 6023 ha superato brillantemente questa prova, e, aggiungerei io, noi non ci scorderemo mai di questa esperienza più unica che rara, che ha il valore di tutti i Fru partecipati come ospiti sommati insieme e moltiplicati tra loro per 100, e allora si abbandona il “chi me l’ha fatto fare?” e vedendo i risultati positivi, la serenità e la soddisfazione dei “fruisti”, la gentilezza e la disponibilità degli ospiti e la solidarietà e il sostegno tra gli organizzatori, per cui un braccio sorregge l’altro, anche quando tutto sembra andare a rotoli e mesi di lavoro sono in pericolo, si arriva a dire: Azz! Che grande bellezza!