Grazie a Raduni, la grande famiglia delle radio universitarie, e a Europhonica ho potuto toccare con mano ciò che accade in Sala Stampa e durante le sessioni plenarie del Parlamento europeo di Strasburgo.

Ma andiamo con ordine.
Il Parlamento europeo (anche popolarmente conosciuto come Europarlamento) è l’unica istituzione dell’Unione europea ad essere eletta direttamente dai suoi cittadini. Insieme al Consiglio dell’Unione europea, costituisce una delle due camere che esercitano il potere legislativo nell’Unione. Il PE Svolge anche una funzione di controllo sull’operato della Commissione europea, ne elegge il Presidente su proposta del Consiglio europeo e approva in blocco la Commissione.

Il Parlamento europeo dispone di tre sedi: Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo. Le sessioni plenarie si svolgono sia a Bruxelles sia a Strasburgo, mentre le riunioni delle commissioni si svolgono sempre a Bruxelles. Lussemburgo è invece la sede del Segretariato generale del Parlamento europeo.

Il Parlamento europeo si riunisce e delibera in sedute aperte al pubblico. Tutte le sue risoluzioni e discussioni sono pubblicate sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
I deputati europei si riuniscono in seduta plenaria una settimana al mese nella sede di Strasburgo.

Europhonica, giunto alla seconda edizione, è un progetto nato dalla collaborazione tra il circuito delle radio universitarie francesi, spagnole, portoghesi, tedesche e italiane (a cui si è aggiunta una delegazione greca). Un progetto che prevede la partecipazione delle redazioni, formate da giovani universitari, alle sedute plenarie del Parlamento europeo.
Tutti i mercoledì il team italiano di Europhonica parla di Europa su Europhonica.eu e su tutte le radio del circuito RadUni.
Vi siete persi la diretta? Non temete! Sul sito trovate tutti i podcast delle precedenti puntate!

Ma qual è l’obiettivo?
Avvicinare il più possibile i giovani alle istituzioni, cercando di rendere la comunicazione più semplice possibile. Giovani universitari che si rivolgono ai giovani, raccontando cosa succede all’interno del Parlamento e quanto le decisioni di cui si discute incidano molto più di quello che si possa pensare sulle nostre vite quotidiane.
La delegazione di questo mese era così composta: Alice Plata, Presidente dell’associazione 6023aps e Segretaria di RadUni, nonché responsabile del progetto italiano di Europhonica (insieme a Rossella Biagi di Radiophonica Perugia, anche responsabile comunicazione nel Direttivo RadUni e Andrea Fioravanti di Radiophonica Perugia, caporedattore del team italiano); Sabrina Fasanella, di Roma Tre Radio; Alice Masoni, di URadio Siena, “veterane” del progetto, in quanto già selezionate per lo scorso anno; Nicola Pifferi di SanbaRadio Trento, nuovo giovanissimo acquisto (classe 1996) non solo di Europhonica ma anche del Direttivo RadUni in qualità di responsabile relazioni internazionali; Giuliana Ricozzi, anche lei di URadio Siena e Marco Napoleoni (social media manager), ex Radio Sapienza, entrambi alla loro prima esperienza con Europhonica.

Il primo giorno al Parlamento è stato martedì 22, ho seguito i ragazzi in Sala Stampa e nelle sale prova…e lì ho capito dove sta la forza di Europhonica!
La forza di questo progetto sono loro, la loro voglia di fare, di imparare, di comunicare, di fare squadra.

Come ha detto Alice Masoni, 25 anni (ancora per un mese), laureata in relazioni internazionali, al secondo anno di Europhonica:

“Per quanto forse parlare di un’esperienza semilavorativa in questi termini non sia forse troppo professionale, per me Europhonica equivale sempre più ad una seconda famiglia. Quello che probabilmente mi piace di più di questo progetto è il gioco di squadra tra i redattori, l’ambiente comunque professionale che si respira e la possibilità di parlare e di approfondire le tematiche che più mi interessano, spesso anche avendo a che fare con i principali protagonisti. Se ho iniziato parlando di famiglia è perché credo che alla base della “fortuna” di Europhonica ci sia il rapporto tra le persone che ne fanno parte, la possibilità di confrontarci sempre tra noi, consapevoli che lavorando bene e insieme possiamo raggiungere ottimi risultati. Il nostro principale obiettivo è parlare di Europa in modo semplice e dimostrare che l’Unione Europea può essere interessante e stimolante per tutti, anche e soprattutto per i giovani.”

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Mercoledì 23 ho assistito, all’interno dell’emiciclo, alla premiazione del film vincitore del “LUX film price”: un premio istituito proprio dall’UE 10 anni fa, che mira a finanziare produzioni europee che tocchino temi politici-sociali. Martin Schultz in persona ha consegnato il premio al film vincitore “Toni Erdmann”, co-prodotto da Germania, Austria e Romania.

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Mentre i ragazzi mettevano a punto le ultime cose, io ero in trepidante attesa: non vedevo l’ora che arrivassero le 18 per assistere alla diretta dal VOX BOX!

I temi di questa puntata sono stati svariati: la sicurezza; la Convezione di Instabul, contro la violenza sulle donne (di cui si è discusso in plenaria mercoledì e che sarebbe andata al voto giovedì); Mario Draghi e la BCE; il ruolo del mediatore europeo; la propaganda anti UE e la delicata questione della Turchia, di cui hanno parlato insieme a un ospite speciale: Brando Benifei, l’eurodeputato più giovane del gruppo dei socialisti e democratici (con loro nella foto a destra).

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L’adrenalina era palpabile: l’emozione di essere al centro del Parlamento europeo, di parlare di Europa, di sentirsi parte di questa Europa.

Anche per Giuliana Ricozzi, alla sua prima esperienza con Europhonica, la trepidazione era tanta!

Quando due anni fa sono entrata come speaker in uRadio, la radio dell’Università di Siena, mai avrei pensato che un giorno avrei condotto un programma in diretta dal Parlamento Europeo. Il progetto Europhonica per me vuol dire solo una cosa: SCOPERTA. Durante questa mia prima trasferta a Strasburgo è stato bellissimo scoprire nuovi compagni con i quali vivere un’esperienza unica e collaborare attivamente,  come è stato bellissimo cimentarmi in un nuovo modo di fare radio. In contemporanea, una delle scoperte più significative è stata anche quella di rendermi personalmente conto di quanto ciò che succede nel grande palazzo circolare di Strasburgo riguardi davvero tutti noi, cittadini di un’Europa la cui sfida più grande sarà quella di restare unita, nonostante tutto.”

Per quanto riguarda me, è stata un’esperienza meravigliosa e stimolante. Ringrazio RadUni e tutto il team di Europhonica per avermi dato la possibilità di entrare per due giorni in questo mondo e faccio a tutti i complimenti per il grande lavoro!

Vi lascio con una frase del Presidente JFK che ho sempre trovato di grande ispirazione:

“Non chiedetevi cosa può fare il vostro Paese per voi, chiedetevi cosa potete fare voi per il vostro Paese”

 

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