Giovedì 31 gennaio Radio 6023 ha partecipato ad un workshop sulla Digital Reputation ad Alessandria.

Tema fondamentale l’importanza di fare rete, obiettivo che è stato pienamente raggiunto da questa iniziativa che ha coinvolto numerosi professionisti e realtà differenti all’interno proprio dell’Università, la casa dei giovani per eccellenza, un luogo dove il confronto multidisciplinare rappresenta un elemento di arricchimento continuo. Come afferma la professoressa Fabrizia Santini, organizzatrice dell’evento, ci si è trovati di fronte ad un tavolo molto ricco con rappresentanti di ordini, associazioni del territorio e una platea che nella composizione rispecchiava la centralità di una filosofia inclusiva, alla base degli argomenti affrontati nella conferenza.
In un mondo in continua evoluzione, è fondamentale conoscere le tematiche relative al digitale poiché se da una parte possono apparire problematiche, dall’altra costituiscono sbocchi e opportunità inedite per giovani e non solo. Il vicesindaco di Alessandria Davide Buzzi Langhi sottolinea la necessità di un dialogo costante e costruttivo tra comune e università. Per far sì che si sviluppi una rete solida è indispensabile la partecipazione da parte di tutti i portatori di interesse presenti all’interno della città. 

La Digital Reputation è una tematica che può essere declinata nella sfera personale, imprenditoriale, politica, scolastica, sociale: un tema complesso e al tempo stesso stimolante, la cui centralità al giorno d’oggi è sempre più evidente; “la rete”, oltre che essere il luogo del possibile,” è anche il luogo delle insidie, in cui tutto appare un gioco, ma non è così: ha regole ben precise e un potere immenso in grado di cambiare radicalmente la vita delle persone, delle società e delle aziende” afferma Alberto Marello, direttore de “Il Piccolo”; è dunque necessaria un’alfabetizzazione digitale, soprattutto per i giovani, ai quali metaforicamente “viene data una Ferrari senza prima insegnare loro a guidarla”.
È stato poi il turno di Alessio Versace, che ha affrontato più nello specifico cosa significhi “Digital Reputation” per l’individuo. Così come nella vita reale ognuno di noi si costruisce consapevolmente una reputazione, ciò avviene anche online, con la differenza che nel mondo digitale è possibile mostrare solo un’immagine parziale di noi stessi. I nuovi mezzi di comunicazione assottigliano la tradizionale distinzione tra dimensione privata e pubblica; ciò avviene perché lasciamo in rete tracce indelebili di noi stessi, informazioni che pervengono anche a perfetti sconosciuti dando adito a interpretazioni che talvolta non coincidono con l’identità reale. in questo senso occorre riservare la massima attenzione ai contenuti che si intende pubblicare: i social network raccontano di noi, il nostro compito deve essere quello di suggerire ad esso le giuste parole.

Una questione di estrema rilevanza in ambito digitale riguarda l’alterità; com’è cambiato il nostro modo di rapportarci con gli altri in un mondo sempre più digitalizzato? Tale quesito assume un’importanza centrale nel dibattito se si tiene in considerazione il proliferare del fenomeno dei cosiddetti “hikikomori”: individui che prendono la decisione estrema di ritirarsi dalla vita sociale per lunghi periodi (da alcuni mesi fino a diversi anni), rinchiudendosi nella propria camera da letto, senza aver nessun tipo di contatto diretto con il mondo esterno. Questo è uno dei possibili effetti della comfort zone che crea la rete, ma non è l’unico: la possibilità di nascondersi dietro ad uno schermo porta al fenomeno del sexting, ovvero  l’invio di messaggi, testi e/o immagini sessualmente espliciti, principalmente tramite il telefono cellulare o tramite altri mezzi informatici, ricorda la psicologa e psicoterapeuta Elisa Domanico.


Come si è detto, la Digital Reputation non include soltanto la sfera privata, ma ha un forte impatto anche su quella lavorativa; di questo aspetto si è occupato Danilo Conte, consulente del lavoro, esponendo la normativa vigente e analizzando criticità e opportunità  che scaturiscono dall’incontro tra i social network e il mondo del lavoro. Alberto Stefani, esperto in comunicazione, ritiene che la sintesi e la semplicità siano le qualità più avvincenti a livello di social media marketing.

Com’è mutato il mondo dei crimini online? Questa particolare tematica è stata affrontata da Fabiola Silvestri e Giorgio La Piana, operatori della polizia postale, i quali hanno specificato come il fine di tali crimini non sia più l’accesso abusivo, bensì il guadagno. Per tutelarsi da ogni qualsivoglia estorsione è fondamentale avere una visione prospettica: pensare alle possibili chiavi di lettura dei nostri contenuti, proteggendoli dal rischio di essere decontestualizzati e strumentalizzati. 
Infine, ha preso la parola l’avvocato Camillo Sacchetto evidenziando il crescente bisogno spasmodico degli individui di condividere le proprie informazioni, tuttavia esse proprio perché parziali e sfaccettate, nel loro insieme non costituiscono un’unica identità digitale, ma una pluralità.

Rifiutare categoricamente di aderire a questo processo continuo di digitalizzazione è impensabile, ma anche facendo uno sforzo di immaginazione, tale ipotesi sarebbe controproducente: bisogna piuttosto imparare a gestire questo mondo ormai parallelo, cercando di comprenderne le dinamiche; la Digital Reputation è una tematica che coinvolge in maniera più o meno diretta ognuno di noi in quanto la vita online rischia progressivamente di diventare più reale di quella offline: perché sebbene internet non sia un gioco, è importante capirne le regole.