Il “poliziesco al contrario” del celebre Oscar Wilde

È iniziata nel 2015 la collaborazione tra Venti Lucenti e il Teatro Coccia e da lì si sono susseguiti cicli di conferenze sul territorio, realizzate per attirare l’attenzione degli studenti e promuovere così un riscoperto amore e legame con la letteratura. Venti Lucenti e la Fondazione Teatro Coccia di Novara hanno ottenuto successo grazie al loro percorso sui classici russi ed ora in occasione della nuova stagione 2017/2018 il viaggio continua con Memorie vittoriane.
Si tratta di un cammino che il Teatro Coccia e Venti Lucenti ha percorso insieme agli spettatori e che giungerà infine alla serata del 27 ottobre alle 20.30, quando sarà portato in scena Il delitto di Lord Arthur Savile, nuova produzione lirica del Teatro Coccia.

L’ultimo incontro con Venti Lucenti sarà Lunedì 23 ottobre, ore 17.30 al Teatro Coccia

L’opera di Oscar Wilde, che si può definire un “poliziesco al contrario” è il pretesto perfetto per intraprendere un viaggio lungo l’Età Vittoriana, approfondendo la figura del carismatico scrittore.
Lo spettacolo teatrale, con regia di Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi e liberamente ispirata da Lord Arthur Saville’s – A Study of Duty” di Oscar Wilde, è ambientato nelle caligini della Londra d’età vittoriana. Si tratta dell’epoca della rivoluzione industriale e scientifica e contemporaneamente del paranormale: ipnosi, freak shows, chiromanzia e proprio su quest’ultima stranezza si basa l’intera vicenda.

Durante un ricevimento Lady Windermere (Julia Samsonova/Carlotta Vichi), la padrona di casa, chiese al chiromante Podgers di leggere la mano degli ospiti. La vicenda entra nel vivo quando il chiromante giunge al giovane Arthur Savile (Marco Bussi/Michele Patti), e da lì la trama della storia si infittisce: nel suo futuro, Podgers vede un delitto. Il protagonista si troverà ad infrangere la morale, consapevole che la sua volontà non può nulla contro il Fato. Si tratta quindi una profezia destinata ad auto-avverarsi, a cui il giovane Savile si arrende. Un vero e proprio “poliziesco al contrario”, dove l’assassino è presentato al pubblico sin dalle prime scene e la vicenda si sviluppa in modo del tutto inaspettato.

Lo spettacolo è studiato nel dettaglio: le scene (con i disegni di Akos Barat) si svolgono principalmente in interni e quando si esce “all’aria aperta” l’atmosfera è comunque claustrofobica, soffocante, e il focus è l’esaltazione del kitsch (con i costumi di Nicoletta Ciccolini) e la morbosa attrazione per l’occulto e il soprannaturale.
Sopra un simile palco sono sette i cantanti che si giostrano tra i personaggi, alcuni di essi anche con un ruolo multiplo, seguendo la musica di Alberto Colla.

Si tratta sicuramente di un’opera particolare e decisamente interessante, degna dell’autore immortale che è Oscar Wilde (interpretato, per l’occasione, da Alessandro Tedeschi). Da non perdere!

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Il sito della Fondazione Teatro Coccia: https://www.fondazioneteatrococcia.it