Venerdì 8 Novembre, l’Agenzia Nazionale Giovani è stata ospite di Radio 6023, in merito al progetto Youth in Radio Piemonte.

 

“Parlare ai giovani attraverso la voce dei giovani” ​queste sono le parole di Domenico De Maio presidente dell’Agenzia Nazionale per i Giovani che venerdì 8 novembre è stato ospite di Radio 6023 per celebrare la partecipazione della cordata Youth in Radio Piemonte al bando ANG InRadio. Con lui, sono stati ospiti di Radio 6023 alcuni rappresentanti dei Giovani Federalisti Europei, dell’Associazione Il Vergante, Consiglio dei Giovani di Collegno, Equamente, Cooperativa Isola e Youth Connect. Inoltre, il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Piemonte Orientale è stato rappresentanto dal vice-direttore del DISUM Iolanda Poma e dalla Responsabile del Settore Amministrazione del Dipartimento Katia Milanese.

Per l’occasione è stata consegnata la targa ANG InRadio, un progetto dedicato all’incentivo su territorio italiano di creare radio dedicate e guidate da giovani, inaugurato ora anche in Piemonte.

Intervistato ai microfoni di Radio 6023, il dottor De Maio vede il 2020 come un anno per fare il punto della situazione e per consolidare l’iniziativa con l’obiettivo di rafforzare i contatti con le agenzie, in modo che le società possano presentare dei progetti concreti. ​ANG, a detta di De Maio, si è messa a disposizione dei ragazzi ed è loro dovere e diritto poter usufruire al meglio del patrimonio di cui dispongono.

 

 

Un altro progetto che rientra nei propositi per il 2020 è quello di riproporre il tour da loro organizzato che ha attraversato l’Italia, ed è in corso la preparazione per un evento che si svolgerà a Roma in cui il network italiano possa entrare a contatto con quello europeo, con l’obiettivo di creare un solido legame.

È importante, afferma De Maio, che la radio diffonda temi come i progetti Erasmus, la cooperazione e l’incontro con realtà diverse da quella quotidiana. Sono esperienze che cambiano la vita perché ​”studiare dieci libri non è uguale al confronto con realtà straniere​,​” spiega il Direttore Generale di ANG. ​”Ma con questo non voglio dire che lo studio non serve”, p​recisa sorridendo: “con un progetto all’estero, si impara a conoscere se stessi in un modo che lo studio non sempre riesce a focalizzare.”

 

 

Lo scopo di queste iniziative è quello di prendere coscienza del fatto che siamo parte di una società globale, siamo cittadini europei che fanno parte di un progetto che va al di là del loro quartiere. Il che non è meno importante perché questa realtà globale è l’insieme e la cooperazione di piccole realtà come i quartieri e le città. Il problema è che la rete di sostegno che prima legava ognuno si è erosa e sta scomparendo.

Il dottor De Maio ricorda così il sostegno che ha provato sulla sua pelle quando da bambino ogni sua azione giungeva alle orecchie dei genitori poiché tra vicini e condomini c’era un’atmosfera di supporto reciproco, mentre in questo momento è persino raro conoscere le persone che abitano nel proprio palazzo.
Il nostro compito, dice De Maio, è di ricreare quell’atmosfera. Il nostro compito è di aiutarci perché il mondo è sempre più globale e noi siamo più globali, uniti gli uni agli altri.