Copenaghen, prosa di Michael Frayn con Umberto OrsiniMassimo Popolizio e Giuliana Lojodice è lo spettacolo che andrà in scena sabato 21 ottobre al Teatro Coccia, ore 21. Replica il 22 ottobre alle ore 16.

In un luogo che ricorda un’aula di fisica, immersi in un’atmosfera quasi irreale, tre persone, due uomini e una donna, parlano di cose successe in un lontano passato, cose avvenute tanto tempo prima, quando tutti e tre erano ancora vivi.”

I protagonisti di questa storia sono Niels Bohr (Umberto Orsini), sua moglie Margrethe (Giuliana Lojodice) e Werner Heisenberg (Massimo Popolizio). I tre personaggi discutono, nel tentativo di capire cosa avvenne esattamente nel lontano 1941 quando Heisenberg andò a Copenaghen in visita dal suo maestro, Bohr.
È questo il punto di partenza della storia, ambientata nella Daminarca occupata dai nazisti. I due personaggi, Heisenberg e Bohr, ebbero una conversazione nel giardino della casa di quest’ultimo, ma il soggetto di tale conversazione resta un mistero e tante sono state le ipotesi nel corso della storia.
Il fulcro dello spettacolo è dunque arrivare al più plausibile dei motivi della visita dell’allievo al maestro fino a Copenaghen. Heisenberg era a capo del programma nucleare militare tedesco, cosa voleva rivelare quindi a Bohr, un fisico mezzo ebreo? Forse, in nome del vecchio legame, voleva offrirgli appaggio politico in cambio di qualche segretoOppure era tormentato dalle preoccupazioni, una volta compreso a cosa avrebbe portato il nucleare?

 

 

Sono queste le domande che portano allo sviluppo della vicenda e allo svolgimento di un intricato mistero che ha attraversato anni di storia senza mai essere risolto del tutto.
È possibile arrivare finalmente alla verità, oppure la verità è in realtà un semplice punto di vista?
La somma degli scenari possibili arriverà mai a comporre per intero il quadro di ciò che realmente avvenne in quel giardino, nella Copenaghen del 1941?
Una storia senz’altro avvicente, resa mirabile dalla presenza di un trio di attori di grande spessore, che analizza il mistero di un’epoca lontana dalla nostra, ma che comunque ci riguarda.
Cosa avrà mai spinto Heisenberg a viaggiare fino in Danimarca per incontrare un mezzo ebreo? Cosa avrà mai detto Heisenberg al suo maestro?

L’unico modo per scoprirlo è andare a Teatro.

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