Finiscono le vacanze ma inizia la stagione CONvergenzeVisionarie!

Appuntamento con il primo spettacolo Sempre domenica  il 25 agosto alle 21 in una location d’eccezione: Casa Bossi

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Sempre domenica è un lavoro sul lavoro, un lavoro sul tempo, l’energia e i sogni che il lavoro quotidianamente mangia, consuma, sottrae.

Sul palco sei attori su sei sedie, che tessono insieme una trama di storie, che aprono squarci di esistenze incrociate. Sono vite affaccendate nei quotidiani affanni, vite che si arrovellano e intanto si consumano, che a tratti si ribellano eppure poi si arrendono, perché in questo carosello di moti e fallimenti è il lavoro a suonare la melodia più forte, quella dell’ineluttabile, dell’inevitabile, del così è sempre stato e del sempre così sarà.
Sempre domenica è un coro di anime, una sinfonia di destini. Ma è soprattutto un canto d’amore per gli esseri umani, per il nostro starcene qui frementi eppure inchiodati, nell’immobilità di una condizione che una tenace ideologia ci fa credere da secoli non tanto la migliore, quanto l’unica – davvero? – possibile.

Nell’intervista realizzata alla compagnia di giovani attori Controcanto Collettivo, il messaggio che vogliono comunicare con lo spettacolo è che, anche se il mondo sembra andare nella direzione opposta, noi in quanto umani possiamo concederci il diritto di avere paura di questo pensiero unico che sembra non lasciare scampo, possiamo autorizzarci a far affiorare il rifiuto silente e un po’ timido di questa ideologia, possiamo immaginare o anche solo sperare in qualcosa di meglio, di diverso.

Le storie che raccontano, continua l’intervista, “sono figlie della nostra immaginazione. In alcune storie ci sono proiettate le paure e le inquietudini più grandi di chi le ha immaginate, altre sono frutto dell’osservazione curiosa della realtà che ci circonda: le famiglie in cui viviamo, i luoghi e le persone che frequentiamo. Nessuno di noi è, nella vita reale, la figura che interpreta sulla scena, ma evidentemente un poco le somiglia, o la ha plasmata strappando un pezzetto di sé.”

Danno, così, voce ad un pensiero condiviso, sentito da molti, ma troppo spesso taciuto e abortito, perché «il mondo funziona così ed ha sempre funzionato così», e chi non si adegua è – secondo il pensiero più comune – un inetto, un pigro, un immaturo.

Lo spettacolo è nato quindi dall’urgenza di raccontare un paradosso, in cui viviamo immersi al punto da non averne coscienza e che struttura  e sostiene la nostra società al punto da non essere mai messo in discussione.  Questa messa in discussione é invece per la compagnia necessaria e possibile, ma le scelte devono restare personali e ognuno deve essere libero di immaginare la propria.

 

Per maggiori informazioni, prezzi e sconti consultare il sito convergenzevisionarie.it

Vi aspettiamo numerosi!