Le province di Novara, Alessandria e Vercelli sono entrate a fare parte della zona rossa in cui vengono adottate misure più restrittive per evitare il contagio di COVID-19.

Nella notte dell’8 Marzo è stato approvato il DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) in cui sono stati modificati i confini della zona rossa, fino ad includere le province delle sedi dell’Università del Piemonte Orientale, e con misure comportamentali da seguire scrupolosamente.

Con un comunicato stampa dell’8 marzo, l’UPO ha dato delle indicazioni riguardanti il funzionamento delle strutture:

  1. fino al 3 aprile l’attività didattica è sospesa, in sostituzione i docenti faranno lezione a distanza;
  2. fino al 15 marzo sono sospesi gli esami e nei prossimi giorni verrano comunicate delle indicazioni per la ripresa;
  3. le sedute degli organi collegiali sono sospesi fino al 3 aprile;
  4. per quanto riguarda l’attività amministrativa e di ricerca, è consigliato di evitare ogni spostamento se non motivato da esigenze lavorative o di necessità ed si ha la possibilità di rientrare nella propria abitazione. È consigliato perciò identificarsi con badge aziendale e documento d’identità in caso di controllo nelle zone soggette a misure restrittive

Le Autorità competenti hanno interpretato l’art. 1 c. 1 lett. (a) del Decreto per cui l’obbligo di chiusura fisica delle strutture non è contemplato ed i dipendenti potranno svolgere l’attività lavorativa, richiedere il lavoro agile o un periodo di congedo ordinario o feriale.

Verranno comunicate nuove e più dettagliate disposizioni, ma fino ad allora si fa riferimento alla Circolare interna del 5 marzo, prolungando la chiusura fino al 3 aprile e la sospensione degli esami fino al 15 aprile.

Nel decreto inoltre, si fa riferimento al senso di responsabilità di ognuno nell’uniformarsi alle disposizioni e adattare i comportamenti al momento, sottolineando il valore anche dal punto di vista comunicativo.

Per ogni aggiornamento, visitate il sito dell’Università del Piemonte Orientale e controllate la posta elettronica istituzionale.