Il 16 marzo alle ore 21, presso il teatro Civico di Vercelli andrà in scena “Casa di Bambola” di Ibsen. Lo spettacolo rappresenta l’istantanea di una crisi, il rallentatore di un disperato anelito alla libertà vissuto con smarrimento. I personaggi si muovono in uno spazio scenografico spoglio, sghembo, caricaturale, oscillando tra il sogno e la veglia, la verità e la menzogna, il desiderio e la paura. Un racconto onirico che trasfigura la realtà, nella vertiginosa sfumatura dell’allucinazione. 

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                           

Scritto ad Amalfi durante un soggiorno di Ibsen e rappresentato la prima volta il 21 dicembre del 1879 a Copenaghen, è una pungente critica sui tradizionali ruoli dell’uomo e della donna nell’ambito del matrimonio durante l’epoca vittoriana. Ibsen così scrisse nei suoi primi appunti per la commedia: «Ci sono due tipi di leggi morali, due tipi di coscienze, una in un uomo e un’altra completamente differente in una donna. L’una non può comprendere l’altra; ma nelle questioni pratiche della vita, la donna è giudicata dalle leggi degli uomini, come se non fosse una donna, ma un uomo».

Al centro della scena, Nora, madre di tre figli piccoli, sposata da otto anni con l’avvocato Torvald Helmer, che la considera alla stregua di un grazioso e vivace animale domestico. Entrambi sono vittime della loro incapacità di comunicare realmente, intrappolati in ruoli che si sono vicendevolmente assegnati. Lei è una donna-bambina confusa, lui un uomo ignaro e sentimentalmente analfabeta. In Nora alberga la consapevolezza repressa di essere stata costretta dal padre e dal marito a vivere nel sortilegio dell’infantilismo e dell’inettitudine, in una gabbia dentro cui ha risieduto immobile, anche nelle emozioni.                     

Tra le tante rappresentazioni di questo spettacolo, resta memorabile quella che vide come protagonista l’attrice russa Alla Nazimova, che interpretò per la prima volta lo spettacolo nel 1907. Nel 1922 sarebbe stata anche la protagonista della relativa trasposizione cinematografica. La Rai ha mandato in onda quattro edizioni della commedia, interpretate, nel ruolo di Nora, da Lilla Brignone, Giulia Lazzarini, nel 1968, Ottavia Piccolo e Micaela Esdra, nel 1986. 

 

Il personaggio di Nora fu ispirato da Laura Kieler, scrittrice e amica di Ibsen, protagonista di un celebre scandalo dell’epoca, molto simile alla vicenda narrata dal testo teatrale. L’originale del testo di Casa di Bambola, conservato nella Biblioteca Nazionale Norvegese di Oslo, è stato inserito nel 2001 dall’UNESCO nel Registro della Memoria del mondo.

Per maggiori informazioni il numero di riferimento è: 0161252793